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L’arte del comporre il paesaggio

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Pensate ad una fotografia di paesaggio come un mosaico, con una dozzina di pezzi differenti, richiedono necessariamente la vostra attenzione. Infatti se cercate di mettere tutti i pezzi nell’ordine giusto, vi ritroverete senz’altro un’immagine ben strutturata, organizzata e che ha un senso. Se invece li mettete insieme nella maniera tradizionale il risultato finale che otterrete sarà semplicemente un disordine di forme, colori e dettagli che sarà difficile in questo caso darne un senso.

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In poche parole, la composizione di un paesaggio mette in ordine tutti gli elementi di una scena, attraverso però l’obiettivo di una fotocamera, formando in questo modo un qualcosa di visivamente interessante attorno al telaio, al fine di trattenere l’attenzione dello spettatore.Ogni qualvolta che decidete di prendere una fotocamera per poi comporre successivamente un quadro, nel momento in cui si decide di puntare l’occhio verso un qualcosa per poi includerlo nell’immagine, questo atto si basa su una decisione conscia o inconscia.

Purtroppo sono molti i fotografi che non passano abbastanza tempo per pensare dove porre il proprio obiettivo, e nove volte su dieci il risultato è prettamente sbilanciato e dissimulato. Spesso si intravedono nel telaio delle piccole distrazioni, caratterizzate da immagini senza senso, e lo spettatore purtroppo tende ad osservarle ma senza coglierne profondamente il senso. Quando si tratta di comporre un quadro, i pittori molto spesso si identificano in fotografi, vale a dire che possono scegliere di modificare gli elementi sulla tela, quando la scena non è perfetta.

Fortunatamente fare questa modifica non è difficile come sembra, perchè utilizzando diverse opzioni è possibile scegliere la scena che si desidera mettere sulla propria pellicola e creare ogni qualvolta composizioni di successo. Naturalmente ci sono molte regole che possono essere messe in pratica al fine di scattare foto più interessanti ma è molto importante anche il vostro senso naturale ed intuitivo, solo così si potrà ottenere il giusto successo!

  • Primo passo – La prima regola è quella di metterci interesse

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Le immagini paesaggistiche possono essere migliorate se si inserisce in primo piano un qualcosa di interessante: la scala, che è di fondamentale importanza, la forte sensazione di profondità degli elementi, ma anche l’intera composizione che mette assieme tutte le immagini della scena forniscono un punto di ingresso evidente nella ripresa. Elementi di interesse usati in primo piano sono i seguenti: pareti, fiumi, rocce, siepi, alberi, recinzioni, strade, sentieri, aiuole e via dicendo..

 Per enfatizzare l’interesse in primo piano, gli obiettivi grandangolari hanno un valore inestimabile. Spostando l’obiettivo a 24 mm o 28 mm si possono creare delle composizioni davvero suggestive estendendo in lontananza il resto della scena. Ma gli obiettivi grandangolari offrono anche un campo di vasta profondità. Chiudendo il diaframma a  f/16 o f/22 tutta l’immagine diventerà nitida da meno di un metro davanti alla telecamera.

  • Secondo passo – La regola dei terzi

 

Questo trucco è molto antico ed è utilizzato sia dai pittori che dai fotografi al fine di creare un immagine visivamente equilibrata. Immaginate se si sta scrutando un paesaggio e si intravede in lontananza una cascina isolata o un albero in mezzo ad un campo che agisce come punto focale principale. La maggior parte dei fotografi attaccherebbero questo soggetto al centro della cornice. Tuttavia per ottenere un senso più piacevole ed equilibrato si può utilizzare la regola dei terzi.

Per fare questo bisogna sovrapporre un reticolo composto da due linee verticali e da due linee orizzontali ma equidistanti tra loro. Il punto focale è composto su o vicino a qualsiasi dei quattro punti di intersezione creati da queste linee.

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Ma la regola dei terzi può essere utilizzata anche per aiutare a posizionare l’orizzonte. E’ molto forte la sensazione di attaccarlo al centro di un telaio ma a meno che non si stia girando una scena simmetrica come ad esempio i riflessi in un lago, il risultato tenderà ad essere senza vita, statico.

Per ottenere un buon risultato invece, bisogna collocare l’orizzonte sulla parte superiore o inferiore del telaio in modo da far risaltare il cielo o la terra. Per raggiungere questo risultato, dividere il mirino in terzi che utilizzano le due linee orizzontali immaginarie e comporre la scena in modo che l’orizzonte cada su una delle due linee.

La regola fondamentale è che non si dovrebbe mai forzare una fotografia, ma è consigliabile rispettare la regola dei terzi. Se usata con cura si può lavorare molto bene e dopo un po’ di tempo vi ritroverete a dividere in maniera naturale la scena in terzi mettendo in evidenza gli elementi importanti.

  • Terzo passo – Produrre più linee guida

 

 Quando si tratta di aggiungere profondità e dinamicità in una foto, le linee guida non possono essere semplicemente tracciate. Oltre a creare un senso di direzione, le linee guidano l’occhio umano in giro per la scena. Infatti se tenete gli occhi aperti durante la composizione dei paesaggi vedrete che le linee appaiono ovunque: strade, fiumi, ringhiere, viali di alberi, segnaletica stradale, pali del telegrafo, binari ferroviari.

Tutti questi elementi e non solo, possono essere utilizzati per migliorare la composizione delle immagini.

Le linee orizzontali dividono la scena a strati e producono un effetto di stabilità, di pace. Normalmente l’occhio viaggia da sinistra verso destra determinando un’impressione di movimento verso l’alto.

Le linee verticali invece sottolineano l’imponenza dell’oggetto e dell’altezza. Pensate ad esempio ai tronchi sovrastanti di conifere che sembrano che tocchino il cielo. Queste linee verticali determinano un’impressione di movimento a differenza delle linee orizzontali.

Le linee diagonali trasmettono dinamicità, sono più energici e contrastano fortemente gli elementi sia orizzontali che verticali, per tale ragione che l’occhio cade attraverso l’intera scena. Sono simbolo grafico del movimento, della profondità e della distanza.

Linee convergenti caratterizzate da strade, filari, viali di alberi e linee ferroviarie sono ideali per aggiungere un forte senso di profondità e di prospettiva all’immagine. Infatti sembra che questi elementi convergano tutti insieme in un determinato punto all’orizzonte ma in realtà il pittore non fa altro che ridurre la distanza tra di essi.

Ma per poter sfruttare al meglio questo effetto bisogna guardare dritto verso il basso ed utilizzare altresì un obiettivo grandangolare per aumentare la percezione di un’immagine. Aggiungere un punto in cui le linee guida si incontrano, il cosiddetto «punto fuga» può essere davvero una buona soluzione al fine di rendere una composizione soddisfacente.

Infine, le linee non devono essere per forza dritte per comporre un quadro, ma curve aggraziate come ad esempio un fiume serpeggiante portano ugualmente l’occhio ad una scena altrettanto efficace.

  • Quarto passo – Usate i vostri piedi

Il defunto fotoreporter Robert Capa diceva: « Se una fotografia non è abbastanza buona è perchè non eri abbastanza vicino». Stava parlando in principal modo delle guerre e dei conflitti che aveva vissuto in prima persona, lasciando con i suoi scatti una testimonianza diretta. Ma ancora oggi le sue parole riecheggiano nel mondo della fotografia.

Attualmente sembra che molti fotografi abbiano paura di avvicinarsi al loro soggetto indipendentemente da quello che è. In realtà vedono un qualcosa di interessante, ma poi tendono a scattare immagini senza una regola ben definita e precisa lasciando nell’immagine finale uno spazio vuoto.

Quindi, se volete scattare una soddisfacente fotografia di paesaggio, è consigliabile fermarsi per un secondo e domandarsi se la scena potrebbe essere ulteriormente migliorata avvicinandosi in primo piano agli elementi desiderati o in alternativa cercare un qualcosa di più adatto per riempire lo spazio vuoto. Di sicuro sarete stupiti dalla differenza che questo può fare.

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E’ noto a tutti che alcuni dei punti panoramici più belli del Regno Unito sono vicino alle strade, ma che dire invece se si cammina dietro l’angolo o dietro la collina? Purtroppo non si sapranno mai le alternative se non si fa lo sforzo di esplorare il soggetto dalle varie angolazioni.

Infatti il paesaggio appare piuttosto bello dal lato della strada, ma se si prova a guardare in altre prospettive?

A volte per trasformare completamente una composizione basta un piccolo cambiamento del proprio punto di vista. Infatti camminare a pochi metri da ogni angolazione, sbarazzarsi di distrazioni indesiderati, oppure fornire elementi di interesse e metterli in primo piano, tutto ciò potrebbe dare una visione molto più chiara.

Inoltre la maggior parte dei fotografi tendono a scattare fotografie al livello degli occhi, mentre dal ginocchio in giù o in piedi su una parete, sono molto rari coloro che fanno questo, ma di sicuro la scena che si otterrà sarà una visione completamente diversa dal solito.

Molti professionisti possono acquisire una posizione leggermente elevata e vedere molto di più della scena che stanno cercando di catturare se prendono in considerazione alcune regole fondate da Charlie Waite.

Quindi, avvicinarsi in primo piano agli elementi desiderati è un fattore davvero importante e non va per niente sottovalutato se si vuole comporre un quadro nella giusta maniera.

  • Quinto passo – Scegliete il giusto formato

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Sebbene sia naturale riprendere i paesaggi in senso orizzontale, c’è su un lato della fotocamera un piccolo pulsante «l’orientamento fotografico” in grado di trasformare completamente la composizione.

Le immagini in senso verticale ad esempio trasmettono un senso di energia, questo perchè l’occhio è solito osservare dal basso verso l’alto.

Inoltre è possibile enfatizzare le linee verticali in una foto applicando la regola dei terzi, in modo da aumentare l’entusiasmo e la tensione come le strade che si snodano in lontananza ad esempio. Mentre le linee orizzontali tendono ad evocare il senso del riposo, della tranquillità e per tale ragione che molti fotografi preferiscono utilizzare questo tipo di formato.

  • Sesto passo – Sfruttate al massimo i fotogrammi

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Incorniciare le proprie foto è un ottimo modo per sbarazzarsi dei fastidiosi dettagli e stringere la composizione utilizzando elementi naturali facendo cadere l’attenzione verso il soggetto principale, può essere un buon espediente.

I vari elementi che possono essere utilizzati in un quadro possono essere ad esempio: i rami sporgenti di un albero, un divario tra gli alberi o nella fitta vegetazione, ponti, aperture di archi, porte e finestre, ma anche il gioco di ombra su una scena può caratterizzare un’immagine.

Per usare nel miglior modo i fotogrammi è possibile ricorrere alla lente grandangolare, la quale permette di non oscurare la scena.

Se desiderate un telaio ben tagliente allora in questo caso è consigliabile impostare il vostro obiettivo in f/11 o f/16. In alternativa sfocare la messa a fuoco ponendo particolare attenzione sul soggetto principale.

Se la cornice getta un’ombra su di voi, in questo caso è possibile utilizzare il metro di lettura altrimenti la scena principale sarà sovraesposta. Al contrario, in condizioni di elevata luminosità il telaio stesso apparirà sorprendente.

  • Settimo passo – Rompere le regole

Nel corso di questa guida, abbiamo esaminato numerose linee guida e varie regole che possono essere messe in pratica per migliorare sensibilmente la composizione delle immagini. Tali criteri esistono per aiutarci ad organizzare al meglio gli elementi di una scena.

Ci sono momenti in cui le linee guida possono essere utilizzate, altre volte invece ignorate, e i risultati possono essere di gran lunga superiore. Una volta che sapete come funzionano queste regole, si può tranquillamente seguire il proprio istinto.

La cosa importante da ricordare è che qualunque cosa facciate assicuratevi di avere una ragione vera per farlo.

Sorgente: photoinf.com  Traduzione: Nadia Conace
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